Instagram feed

Guardando diversi Instagram feed si può notare che alcuni sono caratterizzati da una certa omogeneità rispetto ad altri.

Se il fotografo è molto specializzato (travel photography, natura, street photography, b&w/colore, ecc), probabilmente, e in maniera automatica, ne discenderà un feed uniforme per tonalità e/o soggetti.
Oll’opposto, se il fotografo è più trasversale il feed risulterà più caotico avendo i diversi soggetti delle colorazioni medie e delle forme compositive anche molto differenti tra loro.

A prescindere dallo stile fotografico, ricercare uniformità, ripetizioni cromatiche, composizioni, è sempre possibile e può essere una valida scelta stilistica ai fini della pubblicazione e della comunicazione su Instagram.
Scegliere una particolare sequenza di fotografie in modo da favorire una certa ripetizione creando così un layout più “grafico” richiede solamente un po’ di pianificazione (filtri, serie low o high key, bw, ecc).

Tuttavia non è detto che questa sia sempre una scelta valida.
Un feed dalla gabbia meno uniforme e rigida e che risponde alla estemporaneità del fotografo può avere i suoi vantaggi in termini di comunicazione risultando meno costruito e più spontaneo.

Nel mio caso sono un po’ combattuto sulla strategia da adottare.
La mia metà di grafico mi suggerisce di trovare sempre una sorta di composizione/disposizione in fase di presentazione dei miei scatti.
Come fotografo invece, sperimento con diversi soggetti e stili e considero il flusso fotografico come una cosa a sé stante, il più possibile scisso dal contesto della sua presentazione.

Instagram feed a parte, ho una certezza: uno scatto emozionante rimarrà sempre tale a prescindere.

Dominanti e viraggio di colore

Pensiamo ad esempio ad un bosco di latifoglie in estate. Gli alberi sono ricchi di foglie e questo fa sì che la luce abbia una dominante uguale al loro colore.
Se scattiamo una foto senza preventivi accorgimenti, la luce verde influenzerà il colore di tutti gli elementi presenti. Si potrebbe discutere se la foto è o meno ben riuscita avendo ripreso uno spicchio di realtà (seppur relativa).
Tuttavia nella maggior parte dei casi chi guarderà la foto la troverà poco piacevole poiché tutto è pervaso da questa componente verde indesiderata o forse, è meglio dire, inaspettata.
Il colore di un fiore o di un animale selvatico ad esempio perderebbero la loro naturalezza. L’osservatore si aspetta una visione corretta così come il suo cervello/occhio è abituato a fare.

In post produzione abbiamo tutti gli strumenti utili per correggere questo problema.

bosco con dominate verde e senza

In altri casi invece la dominanza di uno o più colori può essere utilizzata per conferire un significato particolare ad una fotografia.
Con la dominanza di una o più tonalità o con un viraggio vero e proprio (declinato nel digitale) si può puntare sulle emozioni che i colori riescono a suscitare.
Con questo tipo di sviluppo abbiamo la possibilità di creare veri e propri stili o delle serie fotografiche.
Pensiamo ad esempio al classico seppia che nel nostro immaginario conferisce ad una fotografia un sapore antico.
È molto importante riuscire a creare il giusto rapporto, di contrasto o assonanza, tra soggetto e stile del viraggio.
Creare una certa uniformità, con uno o più colori, è una tecnica che mi piace usare spesso nello sviluppo di fotografie.
Di solito uso colori abbastanza freddi quali il verde o il ciano che in determinati scatti riescono ad amplificare la sensazione di sospensione e di isolamento di una particolare scena.

Torino incrocio con nebbia