Categorie
natura

Monte Cucco

Molti anni fa ci avventurammo con un mitico pulmino Volkswagen verso l’appennino umbro-marchigiano. Il tempo era piovoso, non come in questi giorni, ma piovoso. La nostra mèta era la grotta di Monte Cucco. Un abisso. Ho pochi fotogrammi nella memoria di quell’avventura, improvvisata come si suole quando hai vent’anni. L’immagine che mi fa sempre sorridere quando ci ripenso e che ho impressa nella memoria, è una fitta nebbia durante e dopo ore e ore di benzina succhiata. La nebbia, l’ignoto, l’umidità, il buio e lo sfinimento che ti fanno piantare la tenda nella prima radura in prossimità di quello che pensi essere l’arrivo. E in effetti è l’arrivo, ma nel cortile di un piccolo albergo. E poi il proprietario, forse mosso a compassione, al mattino, che ti viene a svegliare per offrirti una bevanda calda.Oggi ho scelto un vino anche perché sull’etichetta c’era il nome di quell’avventura. Ho scoperto poi essere un vino toscano, non molto, ma distante dal nostro Monte Cucco.Che delusione… ci berrò sopra 🙂