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Sotto la pioggia

Oggi ho fatto un giro veloce nel bosco alla ricerca di qualche fungo. Le stagioni ormai sono un po’ cambiate e non si sa mai.Consapevole dell’imminente pioggia mi sono avventurato lo stesso perché, mi ripeterò, stare nel bosco con la pioggia e l’aria umida è davvero particolare.

Occorre ovviamente tenere bene in conto i temporali! Nell’avvicinarmi al bosco ho notato, in delle pozzette d’acqua, dei filamenti scuri ondeggianti. Ad un’analisi più attenta ho realizzato essere dei vermi sottilissimi e lunghi. In gergo si chiamano anche Horsehair worms. Il Gordius robustus (nematomorfo) è un parassita di artropodi allo stadio larvale mentre da adulto vive in acqua. È interessante poiché ha una strategia parassitaria particolare. Soprattutto per quanto riguarda il condizionamento dell’ospite ad avvicinarsi all’acqua in un dato stadio di sviluppo affinché l’adulto di gordius possa “uscire” e stare in acqua, il suo ambiente.Ho fatto qualche scatto veloce per poi procedere in cerca di funghi.Dopo le abbondanti piogge il terreno è davvero saturo di acqua e lungo i pendii a ridosso dei fossi risulta difficoltoso evitare di scivolare.Nel posto in cui sono andato non ho incontrato molti funghi. Qualcuno rigirato. Apro una piccola parentesi. Daccordo non è un problema per il micelio poiché il fungo è il frutto ecc ecc. Ma perché non lasciarli in pace? Chi conosce i funghi non ha bisogno di rivoltarli. Chi viene dopo trova un esemplare, anche se non mangereccio, osservabile nel suo habitat, anche solo per scattare una foto. Inoltre non si lascia indizio del nostro passaggio e magari i competitori non si spostano in altri posti che nemmeno noi abbiamo ancora esplorato. Ma siamo tutti diversi. Chiusa parentesi.In ogni caso ho trovato dei funghi da mangiare, appartenenti a quattro specie: Macrolepiota procera, Clitocybe geotropa, Hydnum rufescens, Cantharellus cibarius. Una piacevole varietà già all’osservazione nel cesto.In lontananza ancora si sentono le macchine intente nella gestione del ceduo.Sulla corteccia di molti alberi, altro indizio che si aggiunge alle numerose impronte, vi è lo strato di fango liscio che i cinghiali lasciano nello strofinarsi. Si liberano del fango e insieme a questo dei parassiti.Il cielo brontola e intanto lascia cadere una discreta pioggia che mi godo lungo il tragitto di ritorno.I buchi degli alberi sono tutti già pieni di acqua, così come una bottiglia in plastica che decido di portare via. Un po’ di “plogging” non guasta mai… il bosco poi ci ricompensa!